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Autunno Inverno 26/27: la fine dell'effetto parrucchiere.

18 September 2026 · Italian Stardust

Autunno Inverno 26/27: la fine dell'effetto parrucchiere.

Cosa è successo davvero sulle passerelle Autunno Inverno 26/27, e cosa significa per la tua testa.

C'è una cosa che accomuna Londra, New York e Parigi in questa stagione, ed è scomoda da dire: il lavoro del colorista non si deve vedere. Niente colpi di luce che gridano, niente stacchi netti, niente effetto ricrescita. Il capello deve sembrare semplicemente tuo, ma migliore. È la cosa più difficile da fare.

Il colore: profondità, non contrasto

La stagione si riassume in tre parole: calore, dimensione, luce. Rossi e rame perdono l'audacia e diventano più speziati, vicini alla terra.

 

 

I castani si spostano su territori nuovi: il cassette brunette (castano quasi nero e freddo, come il colore di una vecchia videocassetta) e il greige brunette (grigio e beige fusi insieme, leggermente metallico ma mai piatto, con pochissima manutenzione). Sulle passerelle sono comparsi anche accenti inattesi di rosso ciliegia, ma usati come dettaglio, non come dichiarazione.

Il punto che quasi nessuno dice: molti stilisti hanno proposto look monocromatici (abito, accessori e trucco nella stessa famiglia di colore). Il colore dei capelli smette di essere un accessorio e diventa la base su cui costruisci tutto il resto.

 

 

Il taglio: la fine del wolf cut selvaggio

Chi si aspettava ancora scalature aggressive resterà deluso. Il wolf cut (taglio molto scalato e volutamente spettinato, con volume solo sulla parte alta) sta perdendo terreno. Al suo posto arrivano forme che si fondono: il soft shag (scalature morbide che dialogano tra loro invece di staccarsi) e il butterfly cut (scalature lavorate all'interno, che danno movimento senza toglierti lunghezza). Dall'altra parte dello spettro, micro bob e sleek bob (caschetti corti e caschetti lisci e lucidi), netti e precisi. Nessuna via di mezzo tiepida.

E sì, torna la lunghezza midi (all'altezza delle spalle), dopo anni di regno dei capelli lunghissimi. Anche la frangia cambia: lunga, morbida, che si lascia crescere senza ritocchi continui.

 

 

La texture: glass hair, ma vero

Il glass hair (capello così lucido da sembrare vetro) è stato il trend dominante di Londra, lo stesso principio della pelle luminosa applicato ai capelli. A New York invece i designer hanno abbandonato il liscio perfetto per volume, movimento e romanticismo: pieghe con le punte all'infuori, code volutamente imperfette.

Sembra una contraddizione. Non lo è. È la stessa idea: capelli che sembrano vivi. E qui devo essere onesto con te.

La verità che nessun articolo di tendenze ti dice

Le scalature di questa stagione hanno bisogno di luce per essere leggibili: su un colore piatto il movimento sparisce, invece su una base fatta di più toni si vede: puoi fare il butterfly cut più bello del mondo, ma se il colore è piatto quel taglio non esiste. Si vedrà solo una massa.

E c'è un passaggio a monte ancora più ignorato. Il glass hair non è un prodotto: è capello sano. Se torni dall'estate con i capelli rovinati dal sole e dal sale, il colore si attacca in modo irregolare, la luce non rimbalza e tu hai speso soldi per sembrare opaca. Prima si ripara, poi si colora. Chi salta questo passaggio ti vende una tendenza che si spegne in due lavaggi. 

Ed è qui che entra il nostro mestiere. Lumos non è un prodotto che promette lucentezza: è il sistema con cui la costruiamo. Prima togliamo ciò che spegne il capello (calcare, siliconi, polveri) poi nutriamo, infine sigilliamo — in salone e poi a casa tua, ogni giorno. Perché il glass hair non si compra in un flacone: si ottiene lavorando su un capello sano, e si mantiene solo se quel lavoro continua tra un appuntamento e l'altro.

Ci chiamano i Maghi dei Capelli. Il trucco, però, non esiste: è metodo, ripetuto.                   Visita Lumos i maghi dei capelli

 

 

Cosa ti sta bene davvero

Nessuno di questi tagli è "di tendenza" per te finché non incontra i tuoi capelli veri, il colore da cui parti e — soprattutto — i dieci minuti che hai davvero la mattina. Un butterfly cut su chi non tocca una spazzola è un taglio sbagliato, per quanto sia in passerella.

Le tendenze non si scelgono da un telefono

Se stai leggendo questo articolo per decidere da sola cosa chiedere al parrucchiere, stai facendo il gioco sbagliato. Le tendenze non si scelgono da un telefono: si leggono su una testa, alla luce, con qualcuno che sa cosa possono reggere i tuoi capelli e cosa invece li spegnerà.

Da noi quella lettura si chiama consulto, dura dieci minuti ed è in regalo. Non ti vendiamo un taglio: ti diciamo se quello che hai in mente funziona su di te — anche quando la risposta è no.

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